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  • Consigli per un viaggio sicuro in Russia

    App e servizi di emergenza: suggerimenti per un’avventura senza intoppi

    La Russia è un Paese dalle distanze straordinarie. E, a parte Mosca e San Pietroburgo, il più delle volte è difficile trovare qualcuno che parli inglese, soprattutto se ci si rivolge a persone adulte. Quindi, per non ritrovarvi ad affrontare situazioni critiche, prima del vostro viaggio assicuratevi di avere tutti gli strumenti necessari per arrivare “sani e salvi” al termine della vostra vacanza. Senza complicazioni.

     1. App di sicurezza

    Immagine di Alyona Repkina

    È sempre bene affrontare ogni viaggio con tranquillità. In Russia esiste uno speciale servizio a pagamento, chiamato WhizzMate, che fornisce assistenza agli stranieri 24/7 in tutta la Russia in diverse lingue. Sono comprese consultazioni legali e mediche, internet e una sim per cellulare con un operatore telefonico locale.

    Esistono comunque alternative meno costose, o addirittura gratuite, per ottenere supporto nei momenti più critici. L’importante è organizzarsi in anticipo: basta scaricare un elenco di contatti importanti sul proprio smartphone in caso di smarrimento del passaporto. Installate anche le app di Uber e Gett nel caso serva un passaggio; e assicuratevi sempre di avere a portata di mano i numeri di telefono di emergenza.

    2. Sangue freddo per le emergenze

    Immagine di Alyona Repkina

    Considerato che l'alfabeto cirillico non è così semplice e che il russo contiene ogni strano tipo di consonante e vocale, è meglio avere vicino una persona che parla russo e possa tradurre. Ma se avete bisogno di cure mediche e non c'è nessun traduttore in giro, è sempre bene avere una app speciale con frasi di emergenza scaricata sul telefonino.

    Per esempio TripLingo (iOS, Android) contiene frasi per diverse circostanze in 13 lingue e la SpeakEasy Russian App (iOS, Android) dispone di un ampio e ben strutturato elenco di espressioni che potrebbero tornare utili.

    3. Non risparmiate su vodka e treni

    Immagine di Alyona Repkina

    È comprensibile che, una volta arrivati in Russia, si abbia voglia di provare tutte le cose “veramente russe”. Ma quanto sono “sicure” le tradizioni locali come la vodka, la banya o i lunghi viaggi in treno? È importante tenere ben presente una regola d’oro: più si spende, migliore sarà il servizio offerto. La vodka da pochi soldi può infatti causare spiacevoli sintomi post sbornia. E una banya economica sicuramente non offrirà molto di più di un banale servizio in stile sovietico. Per quanto riguarda le Ferrovie Russe, ci sono molti treni a prezzi diversi.

    Per la maggior parte dei viaggiatori forse è meglio comprare un biglietto su un treno ad alta velocità, come Sapsan, Lastochka o Strizh: si tratta di treni puliti e progettati per risparmiare tempo. Se avete intenzione di viaggiare per lunghe distanze in treno – diciamo per più di sei ore – allora sarà meglio acquistare biglietti in vagoni “Kupe”. Si tratta della seconda classe con scomparti da quattro persone che si chiudono. I biglietti di solito costano di più rispetto al “Plazkart”, vagone di terza classe aperto senza nessuna privacy. Ma ne vale la pena.

     Scopri di più: Come sopravvivere su un treno russo

    4. Chiedere informazioni

    Immagine di Alyona Repkina

    Seppure la Russia sia famosa per la sua grande cultura e la straordinaria ospitalità, il modo più facile – a volte l'unico – per muoversi con disinvoltura è quello di parlare russo. Purtroppo, la maggior parte degli adulti non parla inglese. Ma grazie a Dio ci sono i Millennials, ovvero i giovani tra i 20 e i 30 anni, aperti alla cultura occidentale che hanno perfezionato il proprio inglese guardando famose trasmissioni TV americane o inglesi.

    È facile incontrare Millennials nelle grandi città come Mosca, San Pietroburgo e Novosibirsk. Quindi il modo migliore - e più sicuro - per chiedere indicazioni per strada è quello di trovare un giovane che indossa occhiali fashion e tatuaggi su tutte le braccia o che mette in mostra la sua bella barba. Si possono trovare Millennials anche via Tinder, AirBnB o il vecchio Couchsurfing, a seconda delle esigenze naturalmente.

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  • A Mosca senza visto per tre giorni: si pensa al weekend visa-free

    Abolire il regime dei visti per quei turisti stranieri che si recano in Russia per soli tre giorni. È questa la richiesta avanzata dal governo di Mosca al Ministero russo degli Esteri. Lo riporta la stampa russa.

    A sollevare ancora una volta il dibattito, la constatazione di come i prezzi degli alberghi di Mosca siano fortemente calati, divenendo particolarmente attraenti per gli stranieri che sognano di trascorrere un weekend nella capitale russa.

    Così come ha fatto sapere il vice capo Dipartimento degli Affari esteri e relazioni internazionali della città di Mosca, Anatolij Valetov, che ha partecipato a un forum sul turismo ad Atene, si sta prendendo in considerazione di sviluppare a Mosca il programma “città del weekend”.

    Valetov ha infatti riportato l’esempio della Cina, dove è possibile visitare Pechino e Shangai per tre giorni senza visto. "Sarebbe bello se venisse introdotto a Mosca qualcosa di simile. Queste iniziative le abbiamo inviate al Ministero degli Esteri. Non è semplice, ma vorrei fosse considerata”, ha affermato.

  • Mosca, una città che cambia

    La capitale russa si sta sviluppando a ritmi eccezionalmente veloci

    Mosca vista dall'alto. Fonte: Getty Images

    Se avete visitato Mosca un paio di anni fa, oggi potreste non riconoscerla. Solamente nel 2016 infatti sono state ricostruite oltre 50 strade, ampliate le zone pedonali ed è stato inaugurato un nuovo mezzo di trasporto: l’anello centrale di Mosca, che mette a disposizione un nuovo servizio di treni veloci. La capitale inoltre è stata “ripulita” dalle vecchie costruzioni “selvagge” e “fai da te”; le piazze sono tornate a essere grandi spazi a misura d’uomo e le vecchie fabbriche sovietiche sono state trasformate in luoghi pubblici, destinati all’arte o in complessi residenziali. Al momento risulta difficile dire se la città sia effettivamente più verde: gli alberi appena piantati ci metteranno qualche anno a crescere, ma gli uccelli e gli scoiattoli sono decisamente aumentati. Tuttavia il lavoro di riqualificazione della città è avvenuto non senza polemiche. E gli esperti e i moscoviti dimostrano di avere opinioni discordanti in merito ai lavori svolti.

    Secondo la società di consulenza britannica PricewaterhouseCoopers, nel 2016 Mosca si è classificata al primo posto tra le metropoli che si stanno sviluppano con maggior dinamicità al mondo, superando addirittura Pechino

    Meno spazio per le auto e più libertà per i pedoni

    Il braccio di ferro tra aree pedonali e spazi per le auto è una della principali contraddizioni nei lavori di riqualificazione della capitale russa. Per far sì che una metropoli con quasi venti milioni di abitanti non si blocchi con ingorghi lunghi chilometri, le autorità di Mosca hanno dovuto ampliare le principali autostrade fuori dal centro, spesso sacrificando alberi secolari e prati. "Non riesco ancora a perdonare quello che hanno fatto alla nostra strada! Prima, tra la carreggiata e i marciapiedi c'erano dei tigli di 60 anni, ma per dare respiro alle strade sono stati tutti abbattuti... In compenso per le macchine ora è meglio”, racconta, visibilmente irritata, una signora del posto, Antonina Belova.

    Nella parte orientale della città i residenti stanno lottando attivamente contro la costruzione di un’autostrada sul territorio del parco forestale “Kuskovo”. Secondo il capo dello studio di architettura e design “Masterskaya Pokrovskij” e membro dell'Unione degli Architetti Aleksandr Pokrovskij, natura e città sono sempre a confronto. L'appello dell'architetto è semplice: "Prima di tagliare un bosco, bisogna prima capire come ripristinarlo".

    Andrej Lyubimov/Agentstvo Moskva

    Le strade della capitale russa dopo i lavori di riqualificazione del centro

    Andrej Lyubimov/Agentstvo Moskva

    Le strade della capitale russa dopo i lavori di riqualificazione del centro

    Andrej Lyubimov/Agentstvo Moskva

    Le strade della capitale russa dopo i lavori di riqualificazione del centro

    Andrej Lyubimov/Agentstvo Moskva

    Le strade della capitale russa dopo i lavori di riqualificazione del centro

    Andrej Lyubimov/Agentstvo Moskva

    Le strade della capitale russa dopo i lavori di riqualificazione del centro

    Ad ogni modo non si può dire che non siano stati fatti passi in questo senso. La città sta davvero aumentando gli spazi verdi: negli ultimi anni sono stati rinnovati molti parchi e 160 ne sono stati creati da zero. Il nuovo parco “Zaryadye” verrà inaugurato l’anno prossimo, nei pressi del Cremlino, in occasione dell’870esimo anniversario di Mosca. E così nel cuore della capitale, accanto a edifici storici, verrà realizzato un parco moderno con una altrettanto moderna filarmonica.

    Pavel Sonin, capo dell'associazione giovanile dell'Unione degli Architetti di Mosca, ritiene che un aggettivo adeguato per Mosca potrebbe essere “eterogenea”. “Questa città può risultare accogliente per tutti, perché ognuno può trovare il luogo che fa per sé. Mosca è variegata, questo è da apprezzare”.

    Inoltre sono sempre di più le zone del centro ora riservate ai pedoni: qui sono stati realizzati grandi marciapiedi, le carreggiate sono state ridotte per creare aree pedonali e parcheggi a pagamento e si sta addirittura valutando la creazione di una zona a traffico limitato. L'architetto Aleksandr Ayrapetov spiega che anche Mosca si sta alleggerendo dal traffico, laddove in precedenza sembrava fosse “possibile estendere le strada all'infinito”. Iniziative che non hanno però risparmiato le polemiche da parte di quei cittadini che non vogliono cambiare le proprie abitudini.

    L'aspetto storico della città

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    I moscoviti non hanno un'opinione univoca su quale dovrebbe essere l'aspetto della città: bisogna ricreare la sua immagine storica e costruire nuove strutture, se le vecchie sono da tempo distrutte? Le autorità di Mosca stanno ripristinando le facciate degli edifici, restaurando i monumenti, ricostruendo secondo le foto d'epoca anche le forme dei lampioni. E Ruben Arakelyan, co-fondatore e capo dello studio di architettura WALL, non condivide le aspirazioni a tutto ciò che è volto a rilanciare l'immagine della vecchia Mosca. A suo parere, è importante pensare alla qualità, che oggi ne risente, e non all’estetica. "Meglio investire denaro, per esempio, nella risoluzione dei problemi fognari piuttosto che nel design dei vecchi lampioni".

    Tuttavia, la maggioranza dei cittadini e gli esperti concordano sul fatto che, in ogni caso, in città dovrebbero essere realizzate più aree pubbliche. Ruben Arakelyan ritiene che l'attuale sviluppo attivo degli spazi pubblici, che siano parchi o ex fabbriche rivalutate, è legato al fatto che le persone trascorrono più tempo fuori casa e quindi hanno bisogno di un ambiente urbano di qualità. La moscovita Olga Voronova supporta questa visione e ammette francamente che prima Mosca non le piaceva, invece adesso è diventato per lei un piacere vivere nella capitale: “Mi piacciono le decorazioni della città e i nuovi spazi dedicati all’arte. In generale, anche rispetto a molte altre città europee, qui ora è proprio bello!”.

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  • Tofalaria, dove osano gli orsi

    Nella remota riserva naturale a nord dalla frontiera mongola

    Fonte: Anton Stolbov / Russia Trekking VK Sokol

    Benvenuta, Tofalaria. Risvegliata dal suo lungo letargo in seguito al richiamo del governo russo, col passo lento ma consapevole di quegli stessi orsi che la abitano in perfetta solitudine, la remota e vastissima riserva naturale a est dei Monti Sayan apre gli occhi sul mondo. Per la prima volta dal suo riconoscimento come area protetta, avvenuto nel lontano 1914, confermato nel 1972 ed esteso a una superficie di quasi 1.400 chilometri quadrati (su 22mila complessivi), lo storico territorio degli allevatori di renne Karghasi ha infine dischiuso i suoi tesori a un’avanguardia di visitatori stranieri. E non casualmente, italiani. Fra il 14 e il 23 settembre scorsi, Roberto Canedoli, Stefano Brambilla e Gigi Donelli sono stati invitati dall’operatore VK Sokol/Russia Trekking là dove persino i cittadini russi hanno raramente spinto il passo: il nome di Tofalaria, però, ha preso a rimbalzare di bocca in bocca solo nei giorni scorsi, in occasione della sua presentazione ufficiale all’ultima fiera del turismo di Rimini.

    Fonte: Anton Stolbov / Russia Trekking VK Sokol Fonte: Anton Stolbov / Russia Trekking VK Sokol Fonte: Anton Stolbov / Russia Trekking VK Sokol Fonte: Anton Stolbov / Russia Trekking VK Sokol Fonte: Anton Stolbov / Russia Trekking VK Sokol

    “Godendo di un’autorizzazione esclusiva per presentare alcune delle destinazioni più remote della Federazione russa e selezionare un numero limitato di visitatori ad esse interessati - spiega Ekaterina Repina, executive director di VK Sokol/Russia Trekking -, abbiamo deciso di puntare subito sul pubblico italiano, la cui antica vocazione esploratrice ha lasciato tracce fondamentali anche in Siberia. Il viaggio nella riserva al confine fra le regioni di Irkutsk e Krasnoyarsk, circa 500 chilometri a nord dalla frontiera mongola, implica infatti uno spirito di adattamento non comune, dal momento che non esistono strade per raggiungere il centro della riserva o per muoversi al suo interno, mentre le uniche soluzioni per pernottare sul posto sono soltanto semplici tende, se non qualche storico rifugio in legno dei cacciatori di zibellino e cervo nobile. Due delle specie oggi severamente protette, insieme al vero padrone di queste foreste - l’orso bruno - nel quale ci si imbatte ogniqualvolta se ne seguano le orme in partenza dal “suo” lago. Ozero Medveievo: il Lago degli Orsi, appunto”.

    Fonte: Anton Stolbov / Russia Trekking VK Sokol

    Idilliaco cuore di Tofalaria, che ogni anno torna a scaldarsi fra giugno e settembre, il lago è in realtà solo una delle attrattive imperdibili della riserva: oltre ai cangianti colori e frutti selvatici della taiga, al suo interno rilucono le seconde più alte cascate della Russia, conosciute come il gran balzo di Kinzelyuk (328 metri), mentre il lago Agul ospita oggi uno dei più esclusivi luoghi di riproduzione del cigno. Un vero e proprio santuario per il ripopolamento della fauna siberiana, totalmente incontaminato, al punto che le acque dei laghi e dei fiumi di Tofalaria possono essere bevute senza alcun problema, o venir usate per godersi una banya ristoratrice nell’unico punto attrezzato per visitatori: il campo base in prossimità del Lago degli Orsi, dove si arriva a piedi dal fiume Agul, a cavallo, o con un volo in elicottero militare Mi-8 di circa un’ora e mezza (proveniente dall’altrettanto periferico aeroporto di Nizneudinsk, o da Krasnoyarsk). L’altro punto d’accesso, ma soltanto via fiume, resta il Campo Strelka, ben più a nord e a circa 200 chilometri dalla piccola comunità di Antichi Credenti Ortodossi di Nova Marishka.

    Fonte: Anton Stolbov / Russia Trekking VK Sokol Fonte: Anton Stolbov / Russia Trekking VK Sokol Fonte: Anton Stolbov / Russia Trekking VK Sokol Fonte: Anton Stolbov / Russia Trekking VK Sokol Fonte: Anton Stolbov / Russia Trekking VK Sokol

    “Il fascino di questa regione di appena 700 abitanti - evidenzia Roberto Canedoli, collaboratore per parte italiana di VK Sokol/Russia Trekking -, è inestricabilmente legato agli allevatori di renne di etnia karghas, per la maggior parte raccolti nell’isolatissimo villaggio di Verkhnyaya Gutara. Spinti ad abbandonare le loro attività nomadi per via del divieto statale in epoca sovietica, piano piano sono tornati a prendersi cura dei propri animali, con i quali hanno da sempre un rapporto simbiotico e incentrato su culti di matrice sciamanica. Oggi basano il loro sostentamento sulla raccolta dei prodotti della taiga, come i pinoli del pino cedro, i frutti di bosco, oltre che attraverso la caccia e la pesca. Il loro senso d’ospitalità è fra i più calorosi che abbia mai conosciuto, pervaso da una sensibilità poetica che ha finito per conquistare persino lo storico direttore della riserva: Vladimir Zakharovich Bogatyir, in servizio dal 1972. Un autentico erede di Esenin, capace d’improvvisare potenti versi e lodi alla natura selvaggia, mentre ci si scalda attorno al fuoco la sera, o si è impegnati a discendere un fiume sui tipici idroscivolanti “Piranha” a fondo piatto”.

    Fonte: Anton Stolbov / Russia Trekking VK Sokol

    Ispirandosi alle grandi figure di esploratori siberiani del passato, fra i quali l’Italia annovera nomi di spicco come Giacomo Bove, Luigi Barzini o quello Stefano Sommier al centro di un recente progetto bilaterale dell’Università di Firenze (in virtù dei suoi notevoli studi botanici lungo il fiume Ob e nella regione dei Nenets), aree sino a poco tempo fa interdette sono tornate sull’atlante grazie al lavoro di riscoperta di Russia Trekking: dal leggendario Putorana Plateau in area artica, all’altopiano Ukok delle mummie altaiche, via via arrivando sino al nord della Kamchatka, oggi più che mai la Russia si conferma ultima e vera terra di frontiera.

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  • Kazan: l’Istanbul sul Volga, mosaico di culture

    Reclama il titolo di terza capitale del Paese, dopo Mosca e San Pietroburgo

    Nei secoli qui hanno convissuto cristiani, ortodossi e musulmani. Oggi a Kazan, capitale della Repubblica del Tatarstan, la tradizione va a braccetto con la modernità. Situata a 700 chilometri da Mosca, si può dire che sia una città dal patrimonio culturale a strati, dove diverse religioni si intrecciano in maniera insolita. I segnali stradali bilingue russo-tatari sono solamente uno dei tanti simboli di questo crocevia di culture. C’è chi l’ha definita una Istanbul sul Volga. Un mosaico di culture, lingue e tradizioni.

    Dal Giubileo del millennio in poi, Kazan è diventata una città molto diversa rispetto a prima. Con le celebrazioni del suo millenario si è trasformata in un centro urbano completamente nuovo che reclama il titolo di terza capitale della Russia, dopo Mosca e San Pietroburgo.

    Quasi tutte le strutture sportive pre-esistenti a Kazan sono state ricostruite per le Universiadi e altre 30 sono state realizzate da zero, tra cui il Palazzetto degli sport acquatici, l'Accademia del tennis, il Palazzetto di wrestling Ak Bars, il Centro di pallavolo di San Pietroburgo, il canale in mezzo al Lago di Srednij Kaban e la Kazan Arena da 45mila posti, il terzo stadio più grande del Paese.

    Oltre alla nascita di nuovi impianti sportivi, sono avvenuti molti altri cambiamenti. L'intero centro città è stato restaurato e ha visto la costruzione di un quartiere d'affari, un campus universitario, un tram ad alta velocità e una metro. I monumenti storici sono stati riabilitati e sono state costruite nuove strade e parcheggi. Kazan è diventata anche una city bike-friendly, con un progetto di noleggio di biciclette simile a quello di Parigi, con i primi 30 minuti gratuiti. La connessione wi-fi è disponibile in metropolitana e in tutto il centro.

    Sono stati realizzati anche un nuovo terminal aeroportuale per gestire il crescente afflusso di turisti e di sportivi e una nuova stazione ferroviaria. Per andare in aeroporto, i visitatori possono prendere il treno espresso Lastochka, che dal centro impiega 20 minuti, riducendo della metà il tempo di percorrenza.

    La capitale del Tatarstan oggi si distingue per essere una delle destinazioni urbane principali della Russia. Ecco quali sono le principali attrazioni turistiche di Kazan.

    La moschea Kul-Sharif

    La moschea Kul-Sharif. Fonte: Lori/Legion-Media

    Prima della conquista di Kazan per mano di Ivan il Terribile nel 1552, nella zona del Cremlino c'era una moschea bianca con cupole blu e diversi minareti. A quel tempo era la capitale del Khanato di Kazan. Quattro secoli e mezzo dopo le autorità hanno deciso di ricostruirla. L'apertura della moschea è avvenuta il 24 giugno 2005 in onore del Giubileo del millennio di Kazan. Da allora è diventata il nuovo simbolo della città e della repubblica.

    La moschea può accogliere fino a 1.500 persone e la piazza di fronte fino a 10mila. Le forme della sua cupola ricordano il "copricapo di Kazan", la corona del Khan. Secondo la leggenda, venne portata a Mosca dopo la caduta di Kazan e si trova ora presso l’Armeria del Cremlino. Kul-Sharif non è solo uno spazio religioso, ma ospita anche due mostre: il Museo della cultura islamica nella regione del Volga e il Museo della calligrafia antica.

    Il Tempio di tutte le religioni

    Il Tempio di tutte le religioni. Fonte: Lori/Legion-Media

    Nel 1994 l'architetto Ildar Khanov iniziò la costruzione del cosiddetto Tempio di tutte le religioni su un terreno di sua proprietà. Nella silhouette eclettica di questo insieme di edifici si può vedere una combinazione di croci cristiane, mezzelune islamiche, stelle di David e cupole cinesi. Il tempio non è un luogo di culto, ma dispone di un museo, di una galleria d'arte e di una sala da concerti.

    Khanov decise di erigere questo curioso edificio dopo i suoi viaggi in Tibet e in India, dove studiò arte orientale, buddismo, yoga e medicina tibetana e cinese. Fu aiutato nella realizzazione di questo grandioso progetto sia da imprenditori locali, sia da gente del posto dalla mentalità simile. Questo umanista e artista è scomparso nel 2013 senza riuscire a completare la costruzione del tempio, ma la raccolta di fondi per portarlo a termine continua.

    Per arrivare da Kazan al Tempio di tutte le religioni si prende una "elektrichka", un treno locale, e si scende alla fermata "Staroe Arakchino”. L’alternativa è salire sull'autobus n° 2 o n° 45 fino alla fermata "Poselok Staroe Arakchino."

    Millennium Park

    Uno scorcio del Millennium Park. Fonte: Lori/Legion-Media

    Questo parco incantevole e ampio, con cancelli d'ingresso blu e oro, è stato costruito dopo il Giubileo del millennio in una zona del centro inutilizzata. La fontana di questo parco ricorda la leggenda della fondazione di Kazan, fatta da un "kazan", che significa "calderone" in russo e tataro, custodito da qualche piccolo anatroccolo alato chiamato “zilant”. Secondo la leggenda, la città fu fondata nel luogo in cui un calderone sepolto avrebbe iniziato a bollire.

    Il Villaggio delle Universiadi

    Nel Villaggio delle Universiadi. Fonte: RIA Novosti/Maxim Bogodvid

    Kazan ha vinto un premio internazionale per le Universiadi del 2013, organizzate e ospitate nella città, acquisendo lo status di "capitale mondiale dello sport" insieme a Londra e Dubai. Da allora la città è stata considerata una destinazione top per ospitare grandi competizioni. Il Villaggio delle Universiadi, costruito nel 2010, è ora utilizzato come campus per studenti, il più moderno di tutta la Russia.

    Oggi innumerevoli strutture sportive sono disponibili non solo per sportivi professionisti, ma anche per i turisti e i semplici cittadini: oltre ad assistere alle competizioni e usufruire delle varie strutture, si possono anche ammirare queste ultime in qualità di attrazioni turistiche, anche prenotando gite in furgone o minibus (da 4.000 a 16.000 rubli per un tour di 4 ore).

    Il Millennium Bridge

    Il Millennium Bridge. Fonte: Shutterstock/Legion-Media

    L'apertura del ponte è coincisa con i festeggiamenti del millenario di Kazan. Il ponte presenta dei pilastri a forma di M alti 45 metri che ne esaltano la struttura. È stata scelta questa lettera perché sia in latino che in tataro la parola "millennio" inizia con la lettera "M".

    Il Millennium Bridge è il ponte più lungo della città (1.524 metri) e unisce le due sponde del fiume Kazanka. La sua inaugurazione è stato l’evento più atteso della città. Il ponte è diventato una parte importante del Piccolo Anello di Kazan, oltre a trasformarsi subito in uno dei simboli più riconoscibili del posto. È particolarmente bello la sera, quando l'illuminazione supplementare viene accesa e la lettera M al centro del ponte diventa uno degli elementi più illuminati durante la notte.

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