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  • Trump alla Casa Bianca, Mosca spera nel ritiro delle sanzioni

    La Russia punta al disgelo nelle relazioni con gli Usa

    La vittoria di Donal Trump alle elezioni presidenziali americane potrebbe portare dei vantaggi alla Russia. Molti analisti infatti si dicono convinti che la presidenza di Trump potrebbe essere la più conveniente per il governo di Mosca. E non è un caso che Putin sia stato uno dei primi leader a congratularsi con lui appena sono stati ufficializzati i risultati del voto.

    “La Russia è disposta a fare il possibile affinché i rapporti con gli Stati Uniti riprendano una traiettoria stabile”, ha affermato il capo del Cremlino. 

    “Abbiamo seguito da vicino le promesse elettorali dell’allora candidato alla presidenza Usa, rivolte a ristabilire le relazioni tra Mosca e Washington - ha aggiunto Putin -. Sappiamo che sarà un processo complicato, tenendo in considerazione lo stato di degrado in cui versano ora i rapporti con gli Stati Uniti”.

    L’andamento degli affari

    Per quanto riguarda il volume commerciale registrato tra gennaio e agosto 2016, gli Statu Uniti occupano il 6° posto tra i partner economici della Russia; il 10° posto per quanto riguarda il volume di esportazioni e il 3° in termini di import.

    L’interscambio commerciale tra Russia e Usa in questo periodo si è ridotto del 14,5% rispetto all’anno scorso, arrivando a 12,2 miliardi di dollari; mentre le esportazioni russe sono crollate in termini monetari del 15,42%, fino a 5,5 miliardi di dollari, anche se i volumi fisici sono cresciuti di un 5,24%.

    Secondo il Ministero dello Sviluppo Economico, la struttura delle esportazioni russe verso gli Usa è composta prevalentemente da prodotti minerari (33,5%), metalli (39,7%) e dalla produzione dell’industria chimica (18,5%). Seguono la gomma (18,5%), i macchinari, le attrezzature tecniche e per i trasporti (6,8%) e le pietre preziose (5,8%)

    I rappresentanti dell’apparato economico del governo, così come gli imprenditori russi, non nascondono la speranza che i rapporti con gli Usa possano ora subire una svolta. In positivo. “La Russia farà tutto ciò che c’è bisogno per recuperare le relazioni con gli Stati Uniti, soprattutto in ambito economico e commerciale - ha commentato il ministro per lo Sviluppo Economico Aleksej Ulyukaev -. Siamo aperti alla cooperazione e ci piacerebbe vedere lo stesso desiderio da parte dei nostri partner americani”.

    Ulyukaev ha quindi aggiunto che “le relazioni economiche e commerciali sono congelate praticamente da due anni e mezzo” e che “i negoziati procedono a ritmi molto lenti”.

    I rischi per il petrolio

    Lo sguardo di Mosca sull’America di Trump

    “La vittoria di Trump è un fatto molto significativo - ha detto il difensore dei diritti degli imprenditori, Boris Titov, in un’intervista a Gazeta.ru -. Ciò segna l’inizio di un’epoca di soluzioni semplici sia a livello di politica, sia a livello di economia”. Tuttavia secondo Titov il rischio più grande è rappresentato da una futura caduta dei prezzi del petrolio. “Tra le promesse elettorali di Trump c’è l’esplorazione di tutte le riserve di petrolio statunitensi. Ciò comporterebbe una futura caduta dei prezzi del petrolio. Un fattore che causerebbe dei problemi alla nostra economia”.

    Il ritiro delle sanzioni

    Tra le principali speranze c’è il ritiro delle sanzioni contro la Russia, o per lo meno la loro attenuazione. “Durante la campagna elettorale Donald Trump ha dimostrato una maggiore inclinazione verso la Russia rispetto agli altri candidati - ha commentato Titov -. È possibile che si verifichi un positivo cambio di atteggiamento verso Mosca e non escluderei l’ipotesi che venga eliminato il regime di sanzioni”.

    L’economista SaxoBank, Steen Jakobsen, fa notare che gli Stati Uniti potrebbero ritirare in parte le sanzioni antirusse nel 2017. “L’anno prossimo - ha detto l’esperto, citato da Gazeta.ru -, gli Usa potrebbero ritirare le sanzioni contro la Russia, o almeno parte di esse”.

    “Crediamo che le sanzioni non solo siano ingiuste, ma che stiano causando danni oggettivi agli interessi dei nostri partner americani - ha detto il portavoce di Rosneft, Mikhail Leontiev -. E ci sono buoni motivi per pensare che Trump non voglia danneggiare gli interessi delle imprese statunitensi”.

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  • Putin si congratula con Trump: "Ora dialogo costruttivo tra Russia e Usa”

    Il telegramma del capo del Cremlino al nuovo Presidente degli Stati Uniti

    L’America ha scelto Trump. E Putin, con un telegramma, si è congratulato con il nuovo Presidente degli Stati Uniti. Augurandogli buon lavoro, il leader del Cremlino si è detto sicuro che il dialogo tra Mosca e Washington debba essere basato su mutui interessi. “Con un telegramma Putin ha espresso la speranza che le relazioni russo-americane possano svilupparsi insieme per uscire dalla crisi, riuscendo a risolvere le più pressanti questioni internazionali e dando risposte concrete alle sfide della sicurezza globale”, si legge in un comunicato del Cremlino, così come riporta l’agenzia Interfax.

    Trump nuovo Presidente Usa, le reazioni dei politici russi

    Putin ha quindi aggiunto che “la creazione di un dialogo costruttivo tra Mosca e Washington, basato sui principi di uguaglianza, di mutuo rispetto e di una vera considerazione delle posizioni di ognuno, riflette gli interessi dei popoli dei due Paesi e di tutta la comunità internazionale”.

    Durante la riunione di questa mattina, i deputati della Duma di Stato, la camera bassa del parlamento russo, hanno accolto con un applauso la notizia della vittoria di Trump alle presidenziali americane. “Cari amici e stimati colleghi, tre minuti fa Hillary Clinton ha ammesso la sua sconfitta e un secondo fa Trump ha iniziato il suo discorso come Presidente eletto degli Stati Uniti d’America”, ha annunciato il deputato Vyacheslav Nikonov, di Russia Unita, scatenando gli applausi dei colleghi in aula.

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  • Trump nuovo Presidente Usa, le reazioni dei politici russi

    Vladimir Zhirinovskij brinda alla vittoria di Trump. Il leader del Partito liberal democratico è stato uno dei primi in Russia a esprimere il proprio commento in merito alla vittoria del repubblicano Donald Trump alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. “Constatiamo con piacere che negli Stati Uniti ha vinto il migliore dei due candidati che si sono sottoposti al verdetto degli elettori americani”, ha detto Zhirinovskij, così come riporta l’agenzia Interfax.

    Secondo Zhirinovskij con l’insediamento di Trump alla Casa Bianca potrebbero essere ritirare le sanzioni adottate contro la Russia a seguito della crisi ucraina.

    Konstantin Kosachev, presidente della Commissione Affari Esteri del Senato russo, ha invece detto che “con la vittoria di Trump si concretizza una piccola speranza per migliorare i rapporti russo-americani”.

    Meno ottimista il leader del partito comunista Gennadij Zyuganov, convinto che non ci saranno cambiamenti sostanziali nella politica americana e nella strategia portata avanti oltreoceano. Zyuganov parla infatti di “espansionismo e affermazione degli interessi nazionali”. “Ciò che è successo - ha detto -, dimostra la crisi profonda della classe dirigente occidentale e della sua profonda scissione sociale”.

    Secondo Sergej Mironov di Russia Giusta invece “a gennaio comincerà una nuova vita”. “Spero - ha dichiarato -, che si apra una pagina nuova nei rapporti tra Russia e Stati Uniti”.

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  • Elezioni Usa, Gentiloni: Chi vince dovrà usare fermezza e dialogo con Mosca

    Da Tbilisi, in Georgia, dove si trova per una missione nei Paesi del Caucaso, il ministro italiano degli Esteri Paolo Gentiloni ha affermato che chiunque vincerà le elezioni Usa dovrà mantenere con Mosca un atteggiamento “di doppio binario, di fermezza ma anche di dialogo”.

    La dichiarazione è arrivata alla vigilia del voto americano. “Non voglio entrare nella dinamica della campagna elettorale Usa alla vigilia del voto - ha detto Gentiloni, così come si legge sulle agenzie -, ma mi auguro che il modo di affrontare i rapporti tra l'Alleanza Atlantica e la Russia siano in continuità con la linea seguita dall'Amministrazione americana negli ultimi anni”.

    “Dobbiamo essere chiari sui principi e difenderli, rassicurare i nostri alleati e non accettare logiche di ritorno alla Guerra fredda - ha aggiunto -. Dobbiamo anche mantenere canali di dialogo con la Russia, che è il più grande vicino dell'Unione europea, ma allo stesso tempo dobbiamo avere una linea di fermezza. Fermezza e dialogo, che da sempre sono stati i punti chiave della posizione italiana nei rapporti con la Russia e mi auguro che rimangano la linea degli Usa anche dopo le elezioni”.

  • Elezioni Usa, i russi sceglierebbero Trump

    Lo rivela un recente sondaggio. Le ragioni del consenso

    Nonostante le dichiarazioni polemiche, le parole utilizzate da Trump nei confronti di Putin non hanno fatto altro che aumentare il “rispetto” dei russi verso il candidato americano alla Casa Bianca.

    Secondo un recente sondaggio della WIN/Gallup International Association, realizzato in 45 Paesi su un campione di intervistati che copre quasi tre quarti della popolazione mondiale, la Russia è l’unico Paese dove Donald Trump supererebbe Hillary Clinton, con un margine di 23 punti.

    Alcuni esperti sostengono che il suo stile stravagante e i modi diretti abbiano fatto colpo sui russi. “Si tratta di una figura controcorrente rispetto all’establishment. E i russi odiano l’establishment statunitense”, ha spiegato il giornalista russo Georgij Bovt.

    Il fatto che la televisione statale russa si sia “schierata” dalla parte di Trump, ridicolizzando in un certo senso Hillary, ha ovviamente avuto un peso considerevole sulla sua popolarità nella Federazione.

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    Inoltre non mancano i politici russi che basano la propria popolarità su un’agenda populista che ricorda lo stile di Trump. Il blogger Ilya Varlamov ha definito il leader del partito nazionalista LDPR Vladimir Zhirinovskij, conosciuto per le sue dichiarazioni polemiche, una “brutta copia di Trump”. E lo stesso Zhirinovskij ha ammesso di essere attratto dallo stile del candidato repubblicano: “Parla liberamente - aveva spiegato Zhirinovskij nell’agosto scorso -, causando così una reazione immediata”.

    Il Presidente russo Putin non ha mai incontrato personalmente Trump, nemmeno la volta in cui egli si recò in Russia nel 2013 per assistere al concorso Miss Mondo.

    Leonid Dzunik invece, organizzatore di eventi e membro di Russia Unita, ha ammesso di essere favorevole a Trump per diverse ragioni. “Sostengo Putin, ma il mio sostegno a Trump non ha niente a che vedere con questo. Mi piace perché è stato capace di ottenere tutto da solo ed è riuscito a superare altri candidati - ha dichiarato Dzunik a Rbth -. Mi piace perché è un politico che guarda avanti. Della Clinton invece non mi piace il suo sorriso di plastica”.

    Buona parte dei russi sono favorevoli a Trump poiché sostengono di non apprezzare la Clinton: Hillary è infatti vista come una persona che crea divisioni. “Non apprezzo il fatto che sia così focalizzata sulle guerre”, ha affermato Natalia Karpovich, ex vice direttrice del comitato delle relazioni familiari della Duma. “Non vorrei che questa donna diventi Presidente degli Stati Uniti, anche se normalmente appoggio le donne ai vertici”.

    Hillary, Trump e il ruolo degli Stati Uniti nel mondo

    Il Presidente Putin ha accusato pubblicamente Hillary Clinton di aver orchestrato le proteste contro il governo che ebbero luogo a Mosca nel 2011.

    Nonostante i sondaggi mostrino che Trump sta guadagnando terreno nella corsa alla Casa Bianca, è possibile che Mosca si ritrovi a dover trattare con Hillary Clinton nel caso in cui venga eletta. In tal caso si tratterebbe di uno scenario piuttosto duro per entrambi i leader delle due potenze, ma non si esclude che Bill Clinton potrebbe aiutare a distendere le relazioni tra Hillary e Putin. Sembra infatti che l’ex Presidente Usa e il capo del Cremlino continuino a mantenere rapporti cordiali.

    Quando Bill Clinton visitò la Russia nel 2010, Putin si rivolse a lui dandogli del “tu”, invece di utilizzare le ben più diffuse forme di cortesia. Un atteggiamento che il leader russo utilizza solo con i capi stranieri con i quali ha buoni rapporti.

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