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  • Navalnyj: nuova manifestazione di protesta in centro a Mosca il 12 giugno

    Il leader dell’opposizione politica Aleksej Navalnyj ha presentato al comune di Mosca la richiesta per organizzare una manifestazione nel centro della capitale russa il 12 giugno, in occasione della festa nazionale del Paese.

    Il percorso del corteo dovrebbe partire da Piazza Tverskaya Zastava fino ad Okhotnij Ryad, davanti alla Piazza Rossa. La manifestazione, voluta per protestare contro la corruzione, dovrebbe iniziare alle 14 ed è prevista la partecipazione di 15mila persone. "Oggi è il primo giorno in cui per legge si può presentare una notifica alle autorità per organizzare le nostre azioni di lotta contro la corruzione il 12 giugno. Alle 8 in punto è stato notificato all'ufficio del sindaco di Mosca", ha dichiarato Navalnyj, così come riporta l’agenzia Interfax.

    La domanda per manifestare è stata inoltrata anche in altre città del Paese. 

    L'eco delle proteste

  • Hacker, la Russia sotto attacco

    Sono almeno 200.000 gli utenti in tutto il mondo “vittime” degli hacker. Il 12 maggio infatti migliaia di computer sono stati infettati da un virus chiamato WannaCrypt o WannaCry. Il virus cripta i dati del computer preso di mira e fa comparire sullo schermo un messaggio in cui spiega che l’utente potrà riavere tutte le informazioni dietro pagamento di 600 dollari in bit coin.

    Il colpo messo a segno il 12 maggio però non è stato isolato: nei giorni successivi sono stati presi di mira gli utenti di oltre 150 paesi del mondo, tutti operanti con sistema OS Windows. Una modalità che avrebbe fruttato agli hacker almeno 50.000 dollari.

    Le unità russe anti-hacker nella top 5 mondiale​

    I bersagli 

    Tra i paesi maggiormente presi di mira c’è anche la Russia, così come emerge dal resoconto di Kasperskij Lab: oltre la metà dei computer infettati il 12 maggio era infatti in territorio russo. Uno dei giganti della telefonia mobile, la compagnia Megafon, si è trovata nel mirino e per qualche ora i suoi call center e una parte dei punti vendita hanno smesso di funzionare. Il ripristino dei servizi è avvenuto qualche ora dopo.

    A finire nella trappola, anche il Ministero degli Interni: il malware è entrato in alcuni computer del dicastero il 13 maggio, bloccando nelle questure di alcune regioni il rilascio delle patenti di guida e delle targhe automobilistiche. Il problema è stato risolto la sera stessa, come è stato comunicato dal ministro degli Interni. Secondo quanto riferito dall’addetto stampa Irina Volk, sono stati circa mille i computer finiti sotto attacco, ovvero l’1% del totale.

    Molte aziende e istituti, tra cui le Ferrovie dello Stato, il Ministero della Salute e Sberbank, hanno riferito di aver subito tentativi di penetrazione nel sistema, ma senza serie conseguenze, grazie agli specialisti che hanno saputo gestire per tempo la minaccia.

    Past 24 hours #WannaCry infection map. What a bloodbath. pic.twitter.com/7hVdocObPg

    — Matthieu Suiche (@msuiche) 14 maggio 2017

    La Russia più vulnerabile?

    Il 14 maggio Brad Smith, presidente di Microsoft, ha spiegato che il massiccio attacco hacker è stato reso possibile dopo che sono stati trafugati i dati segreti dell’Agenzia per la sicurezza nazionale (NSA) degli Stati Uniti. Smith ha sottolineato che già a marzo Microsoft aveva messo a punto un security update e i computer che lo avevano eseguito scaricando l’ultima versione non erano stati toccati da WannaCry. Molti utenti però non avevano ancora installato l’aggiornamento, in Russia soprattutto, come ha riferito a Rbth Vyacheslav Medvedev, analista del dipartimento di ricerca e sviluppo della società informatica specializzata in antivirus Doctor Web. “In Russia spesso l’aggiornamento non è considerato indispensabile - sottolinea Medvedev -. Il pregiudizio è dovuto in parte al timore che l’aggiornamento possa ‘rovinare’ un sistema che funziona bene e in parte alla diffusione di sistemi operativi piratati che non possono ricevere aggiornamenti”.

    Molti russi hanno ignorato, come d’abitudine, l’update di marzo di Windows, rendendo così i loro pc un facile bersaglio per WannaCry.

    Medvedev ritiene inoltre che spesso le strutture statali per risparmiare sul bilancio non assumano amministratori di sistema altamente qualificati, motivo per cui i sistemi del Ministero degli Interni e di altri apparati del governo sono risultati così fragili.

    #WannaCry #ransomware used in widespread attacks all over the world. RU having most victims: https://t.co/QplhqkoqvH pic.twitter.com/SQU3S9Na7c

    — Eugene Kaspersky (@e_kaspersky) 12 maggio 2017

    Allo stesso tempo però, l’esperto ricorda che le aziende più importanti e gli enti statali utilizzano di norma una rete interna separata e scollegata dalla rete per proteggere i dati più sensibili e tutelare il proprio lavoro. Questo accorgimento, unito ai regolari back up (che permettono di ripristinare i dati quando il sistema si blocca) ha permesso alle maggiori aziende e strutture statali di respingere l’attacco o di eliminare velocemente le conseguenze. Per le piccole e medie imprese è stata invece più dura – secondo Medvedev – a causa della mancanza di risorse da investire nella sicurezza del web.

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    La caccia ai colpevoli

    Come c’era da aspettarsi in Russia e in Occidente sono rimbalzate accuse reciproche in merito all’accaduto. The Daily Telegraph ha ipotizzato che WannaCry sia opera del gruppo hacker “The Shadow Brokers”, che avrebbe dei legami con la Russia. Il giornale non ha però fornito alcuna prova di quanto affermato. Alla conferenza stampa di Pechino del 15 maggio Vladimir Putin ha negato qualsiasi connessione tra la Russia e il malware: “La Russia non c’entra nulla”. Il Presidente ha ricordato che l’attacco hacker è stato possibile per la perdita di dati segreti della NSA. Secondo il leader russo, il Paese non ha subito gravi danni, ma la situazione resta “allarmante”. Egli ha anche proposto a Washington di riprendere il discorso sulla sicurezza cibernetica, interrotto un anno prima per volere degli Stati Uniti.

    Brad Smith ha rivolto un appello a tutti i governi e agli sviluppatori informatici perché facciano fronte comune alla lotta contro i crimini informatici: “Abbiamo bisogno del settore delle tecnologie, dei clienti e dei governi per lavorare insieme e proteggerci dagli attacchi informatici contro la sicurezza. Bisogna agire di più e farlo subito”.

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  • Il mini concerto a sorpresa di Putin

    Il Presidente russo Vladimir Putin ha partecipato al Forum delle Nuove Vie della Seta, che a Pechino ha riunito 29 leader da tutto il mondo per una serie di incontri bilaterali. Prima del suo intervento al Forum, il capo del Cremlino ha incontrato diversi capi di Stato. E in attesa dell’arrivo del Presidente cinese Xi Jinping, Vladimir Vladimirovich si è seduto a un pianoforte presente in sala e, con grande stupore di tutti, ha iniziato a suonare, accennando in poco più di un minuto ad alcune delle melodie russe più famose. 

    Non è la prima volta che Putin suona in pubblico. Nel 2011, per esempio, ha suonato e cantato “Bueberry Hill” di Frank Sinatra.

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  • A un anno dalle presidenziali Putin resta il favorito

    Il Presidente russo Vladimir Putin. Fonte: Global Look Press

    Vladimir Putin continua a dominare incontrastato sulla scena della politica interna. Se si andasse a votare oggi, infatti, il 48% della popolazione russa sceglierebbe lui. Lo rivela un recente sondaggio del centro Levada, realizzato su un campione di 1.600 persone. A favorire questo risultato, dicono i sociologi, è l’assenza di un’opposizione forte, oltre ai “precedenti successi” collezionati dal capo del Cremlino. L’unico problema per Putin potrebbe essere determinato solo dalla scarsa affluenza ai seggi.

    Alle votazioni del prossimo anno Putin non dovrà confrontarsi con nessun avversario di eguale forza: i competitor che l’“inseguono” sono i due leader del Partito Comunista e del Partito liberal-democratico, Gennadij Zyuganov e Vladimir Zhirinovskij, che verrebbero votati dal 3% della popolazione, secondo la fotografia scattata dal sondaggio. Una percentuale ancora più bassa di intervistati (l’1%) sarebbe disposta a votare per il premier Dmitrij Medvedev, per il ministro della Difesa Sergej Shojgu o per l’oppositore Aleksej Navalnyj. 

    Navalnyj visto dai russi

    I sociologi ammettono che se Putin si ricandidasse alle elezioni (finora il Presidente non ha confermato la sua partecipazione), il suo trionfo sarebbe di fatto scontato. “Esiste qualche possibilità che a vincere sia un candidato diverso da lui? – riflette Valerij Fedorov, direttore del Centro russo di studi sull’opinione pubblica Vtsiom -. Questa ipotesi potrebbe esistere solo nel caso in cui Putin rinunciasse alla candidatura, designando un’altra persona al posto suo. Altrimenti escludo questa ipotesi”.

    I segreti della sua popolarità 

    A detta di Denis Volkov, sociologo del Centro Levada, a poco meno di un anno dalle elezioni presidenziali l’indice di gradimento di Putin resta invariato. L’esperto rileva che nella percezione della maggioranza dei cittadini Putin viene associato tuttora all’impetuosa crescita economica che si è prodotta all’inizio degli anni 2000 e che ha coinciso coi suoi due primi mandati, e anche alla rinascita della Russia come “grande potenza” (dopo l’adesione della Crimea nel 2014).

    L’indice di gradimento di Putin ha registrato un’impennata dopo l’ingresso della Crimea nella compagine della Federazione Russa, ricorda Volkov. Nell’aprile 2015 era pronto a votare per Putin il 62% dei russi, una percentuale record. In seguito si è registrata una lieve flessione nei sondaggi e si è passati dal 53% dell’aprile 2016 al 48% di quest’anno. “Oggi l’effetto Crimea sta progressivamente scemando, il clima di euforia si è attenuato e la gente ha cominciato a focalizzarsi di più sui problemi interni del Paese. Potrei dire che è in corso un processo di normalizzazione”, sostiene Volkov.

    Un altro fattore della popolarità di Putin è determinato dall’assenza di veri concorrenti, sottolinea il sociologo. “Politici come Zyuganov e Zhirinovskij, ormai integrati nel sistema, vengono presi sempre meno sul serio dall’elettorato. Quanto agli oppositori al di fuori dell’establishment, come Navalnyj, non possono contare su una grande piattaforma mediatica per far sentire la propria voce e non vengono invitati ai programmi delle reti federali. Per questo si produce l’impressione che non esista un’alternativa”, dichiara il sociologo.

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    Come convincere la gente a votare?

    I risultati del sondaggio effettuato dal Centro Levada dimostrano che molti elettori russi non sono ancora pronti per il voto. Il 13% degli intervistati afferma che andaranno a votare, il 10% appare indeciso, mentre un restante 19% non sa per chi votare. Complessivamente si arriva a una percentuale del 42% di cittadini che non sa quale candidato sostenere alle elezioni presidenziali e che potrebbe anche non andare ai seggi.

    Tuttavia, una scarsa affluenza alle elezioni presidenziali del 2018 non è affatto auspicabile per il governo, afferma Pavel Salin, direttore del Centro di Studi politologici dell’Università di Scienze finanziarie. “Il potere era molto insoddisfatto della scarsa percentuale di votanti registrata alle elezioni di settembre del 2016 (allora il partito al governo, “Russia Unita”, aveva ottenuto il 54% dei consensi, ma ai seggi aveva votato solo il 48% della popolazione, ndr). Ormai da sei mesi il Cremlino sta cercando una strategia per aumentare l’affluenza dei cittadini alle presidenziali che per il potere sono le elezioni più importanti”, sostiene Salin.

    Anche Valerij Fedorov del Centro russo di studi sull’opinione pubblica (Vstiom) rileva come per Putin, nel caso ripresentasse la sua candidatura alle elezioni del 2018, risulti importante non solo ottenere una vittoria di larga misura, ma anche vincere delle elezioni che registrino la partecipazione della grande maggioranza dei votanti. Tuttavia, a detta del sociologo, a far aumentare le probabilità di una scarsa affluenza è proprio l’elevato indice di gradimento di Putin stesso e la certezza comune che comunque lui vincerà, che potrebbe paralizzare l’elettorato che gli è fedele.

    A detta di Salin, il potere avrebbe attualmente individuato due modalità per incrementare la percentuale di affluenza. La prima, di tipo “tecnologico”, che concerne la manipolazione dell’affluenza attraverso degli indicatori, l’impiego di risorse amministrative e altri metodi altrettanto sospetti. Tale metodo, che potrebbe rivelarsi efficace per l’affluenza, minerebbe comunque la legittimità del potere nel Paese. Il secondo, secondo il sociologo, ottimale, sarebbe quello di proporre al Paese un programma positivo, una “visione del futuro” che risultasse attrattiva per l’intera platea di elettori e che potesse convincerli ad andare a votare. “In questo caso è molto importante che il potere sia convinto di poter concretizzare tale visione nella realtà”, rileva il politologo. Sarà il tempo a indicare quali dei due percorsi verrà scelto dal Cremlino.

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  • Navalnyj, confermata condanna: non potrà correre per le presidenziali

    Il tribunale di Kirov ha confermato la sentenza di primo grado e quindi la condanna a cinque anni di reclusione con la condizionale per il blogger Aleksej Navalnyj, leader dell’opposizione russa.

    Navalnyj, accusato di “appropriazione indebita” dei fondi della società Kirovles, non potrà quindi prendere parte alla corsa per le elezioni presidenziali del 2018. La sentenza di primo grado era stata emessa a febbraio e ora diventa esecutiva.

    Navalnyj ha però annunciato che presenterà ricorso alla Corte Europea.

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