scritte

Notizie dalla Russia | RBTH - Economia

Notizie dalla Russia | RBTH
  • Torna a crescere in Russia la domanda interna del lusso

    Per mantenere il proprio status symbol, la fascia più benestante della popolazione non rinuncia all’acquisto di aerei privati o yacht. Fonte: AP

    In Russia la domanda interna di beni di lusso sarebbe in ripresa. Lo riferiscono gli analisti della società internazionale di auditing Deloitte. Da un sondaggio effettuato tra i russi benestanti risulta che il 62% degli intervistati ha aumentato la propria spesa per i beni di lusso. Una crescita analoga è stata riscontrata in Cina e negli Emirati Arabi Uniti, paesi che gli esperti definiscono mercati emergenti. In Europa, Stati Uniti e Giappone, dove questo segmento è ritenuto già sviluppato, la quota dei consumatori che investono in beni di lusso è più bassa e arriva al 49%.

    Darya Yadernaya, direttrice generale dell’agenzia Y Consulting, conferma che i clienti benestanti hanno cominciato ad acquistare beni di consumo di tutte le categorie di prodotti: abbigliamento, calzature, accessori e così via. “L’attivizzazione dello ‘zoccolo duro’ di acquirenti del lusso ha compensato la scomparsa da questo segmento della classe media che rappresentava una quota di circa il 30% delle vendite”, dichiara l’esperta. Chi vive del proprio stipendio e in più deve pagare l’auto a rate o un’ipoteca, dopo la svalutazione del rublo ha smesso di acquistare beni di lusso: questa categoria di consumatori non ha più denaro da spendere in prodotti costosi.

    Quanto agli acquirenti ricchi, rinunciano a fare shopping all’estero e preferiscono spendere di più all’interno del paese. “Oggi i prezzi sui prodotti di lusso in Russia sono più vantaggiosi che non all’estero, perciò non ha senso volare all’estero per gli acquisti”, spiega Yadernaya. Driver delle vendite restano gli accessori, in particolare i prodotti del tessile, della pelletteria e anche le scarpe.

    Nel complesso, secondo le stime della Yadernaya, nel 2016, in termini di rubli, le vendite di prodotti di lusso hanno registrato un incremento dell’8%. Nel 2017 gli esperti prevedono una crescita almeno dell’11%.

    In aumento anche le vendite di auto di lusso. Fonte: Getty Images

    Due classici del lusso: yacht e automobili

    È interessante rilevare che per i clienti benestanti proprio la crisi ha costituito un vero stimolo all’aumento della spesa in beni di di lusso. “In questo periodo per molti clienti è importante dimostrare che per loro tutto va bene, nella vita come nel business. Tale atteggiamento ha prodotto un incremento dell’acquisto di prodotti status symbol in quanto il lifestyle ha acquisito ancora più importanza rispetto a prima”, sostiene la Yadernaya. Chi è interessato a mantenere il proprio status non esita a fare investimenti molto seri nell’acquisto di aerei privati o yacht. “I voli privati sono ormai un fenomeno sempre più diffuso: molti sono passati dalla business class al charter privato ed è anche aumentata la vendita di yacht”, spiega l’esperto.

    Queste stime sono confermate anche dai dati pubblicati sulla versione russa di Forbes. Come riferisce la rivista, nel 2016 nel mondo erano stati venduti circa 350 yacht di grande tonnellaggio, per la maggior parte acquistati proprio da clienti russi. Per esempio, il nuovo “Dilbar”, che misura 156 metri e il cui valore si aggira, secondo gli esperti, sui 600 milioni di dollari è stato comprato da Alsher Usmanov, proprietario di “Metalloinvest” e “Sailing yacht” (valore stimato 400 milioni di dollari) da Andrej Melnichenko, titolare della società Suek; mentre il 100 metri “Blade”, il cui valore si aggirerebbe, a detta degli esperti, sui 100 milioni di dollari è di proprietà di Dmitrij Pumpjanskij, titolare della Tmk.

    Economia: i rischi per la Russia secondo Putin

    I russi hanno anche cominciato ad acquistare più auto di lusso. Secondo le stime di Avtostat, da gennaio a marzo 2017 sarebbero state vendute in Russia circa 350 vetture di questa categoria, ovvero il 15,1% in più rispetto all’analogo periodo dello scorso anno. Complessivamente nel 2016 il fatturato del mercato delle auto di lusso ha registrato un incremento del 6,5%. Lo scorso anno a imporsi come modello di maggior successo è stata la Mercedes Maybach S-Class (che ha rappresentato il 60% della quota complessiva delle vendite, con 684 vetture vendute), al secondo posto si è classificata la Bentley (318 vetture vendute) e al terzo la Rolls-Royce (110 vetture vendute). Quest’anno Mercedes-Benz Maybach S-Class ha conservato la sua leadership, ma al secondo posto è comparsa la nuova crossover Maserati Levante.

    Al terzo posto si è classificata la Bentley, con il modello Bentayga, che ha costituito il 70% delle vendite del brand. Come spiega Georgij Allevich, redattore di AutoBusinessReview, come sempre il mercato delle auto di lusso risuta più stabile di quello delle altre categorie: ad acquistare queste vetture sono spesso i top manager delle più importanti holding e società. “Maybach è il modello più diffuso perché è il più economico nel segmento delle executive sedan di categoria lusso. La Bentley e la Rolls-Royce sono molto più costose. Inoltre, si tratta essenzialmente di una S-Klasse, ma in una versione lusso modificata della vecchia Maybach. Questa linea, a detta dell’esperto, è particolarmente apprezzata da molti clienti ricchi e famosi perché consente di passare più inosservati”.

    Ti potrebbero interessare anche:

    Le sanzioni non preoccupano i russi

    I concessionari d’auto russi investono nell’agricoltura

    Economia, la ricetta per la crescita

  • Il boom degli agriturismi: anche in Russia il turismo è sostenibile

    La campagna di Suzdal. Fonte: Vladimir Vyatkin/RIA Novosti

    Il numero di turisti stranieri che visita la Russia aumenta ogni anno del 5-10%. Questi i dati dell’Associazione dei tour operator russi (Ator). E fra le mete con maggior potenzialità, secondo il governo, ci sono quelle legate all’agriturismo nazionale, uno dei settori con maggiori prospettive di sviluppo sia per il turismo interno che per quello straniero.

    “In base alle nostre stime entro il 2030 la crescita del mercato dell’agriturismo avrà una potenzialità di crescita di 50 miliardi di rubli annui (900 milioni di dollari, ndr). Per i nostri agricoltori si aprono nuove prospettive dal momento nei prossimi 10-15 anni la quota di introiti del settore dell’agriturismo corrisponderà al 10% dell’ammontare dell’intero fatturato agricolo”, spiega l’ex ministra dell’Agricoltura Elena Skrynnik, promotrice dello sviluppo dell’agriturismo in Russia.

    Secondo i dati del Ministero dell’Agricoltura, oggi a promuovere l’agriturismo nel Paese sono 11 regioni russe, anche se da questo segmento del settore turistico si ricava solo il 2%.

    L’esempio dei paesi europei

    Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale del turismo, il turismo rurale (o agriturismo) rientra nei cinque  orientamenti strategici per lo sviluppo del turismo nel mondo da realizzare entro il 2020. Nei paesi europei l’agriturismo occupa il secondo posto per gradimento dopo quello balneare. Attualmente la quota dei ricavi dall’attività agrituristica ammonta a circa il 20-30% del fatturato dell’intera industria del turismo. Ma il numero di turisti “verdi” nei mercati interni è assai più elevato. Per esempio, in Francia solo il 7% dei viaggiatori alloggia negli alberghi, mentre il restante 93% preferisce gli agriturismi e i campeggi.

    Ospiti di un agriturismo russo. Fonte: Vladimir Vyatkin/RIA Novosti

    I prezzi

    Secondo le statistiche del Ministero dell’Agricoltura, le strutture di agriturismo si trovano per la gran parte nelle regioni di Irkutsk, Kaluga e nell’Altaj. Tuttavia, il flusso principale di turisti stranieri non giunge fino al Bajkal o all’Altaj, ma preferisce soggiornare per una vacanza rurale non lontano da Mosca.

    Il cerchio magico dell'Anello d'oro

    I turisti stranieri tradizionalmente scelgono come mete per conoscere la Russia San Pietroburgo, Mosca e le città dell’Anello d’Oro, situate nel raggio di 400 km da Mosca. Così gli stranieri che visitano le città l’Anello d’Oro spesso acquistano anche dei pacchetti che gli consentono una “completa immersione” nella vita russa rurale e che comprendono alcuni giorni di permanenza in campagna.

    Gli agriturismi russi, che inizialmente si rivolgevano ai turisti stranieri, offrendo loro una stilizzazione della vita rurale, venivano inclusi negli itinerari più popolari, come quello delle città dell’Anello d’Oro, spiega Aleksandr Ilin, direttore dell’impresa turistica Fly2Fly.

    Il prezzo di una stanza per la permanenza di un giorno in una struttura agrituristica varia da 2 a 25mila rubli (35-440 dollari). In questa tariffa sono compresi i pasti, le escursioni, il lavoro “nei campi” e altri servizi. Mediamente una settimana in un tipico villaggio russo, sotto la stretta supervisione dei padroni di casa, viene a costare sui 20-30mila rubli (350-500 dollari).

    Nel sud della Siberia e nell’Estremo Oriente russo i principali clienti degli agriturismi sono i turisti cinesi. “I cinesi sono un popolo curioso. Quando gli si offre di vivere per qualche giorno come i deportati russi in Siberia nei secoli XVIII e XIX restano affascinati dall’idea”, racconta Nikolaj Kim, rappresentante di un’agenzia turistica dell’Estremo Oriente.

    Adottare un animale a distanza

    Agli stranieri che non hanno la possibilità di raggiungere una fattoria in Russia vengono proposti speciali servizi online. Konstantin Tereshchenko, un imprenditore di Novosibirsk, offre a chi lo desidera la possibilità di adottare a distanza un animale domestico o un’aiuola degli orti nella fattoria “New Kolhoz” e di seguire online come crescono il coniglio o l’oca adottati o un cespuglio di pomodori. Crescere un’oca natalizia costa ai clienti circa 8mila rubli (150 dollari). “Se lo si desidera, si può lasciar vivere tranquillamente l’oca prescelta anche per un secolo. Oppure quattro-cinque mesi prima di Capodanno si può pagare per le sue cure, il cibo e le procedure mediche per avere in tavola della carne sicura e di qualità”, spiega Tereshchenko.

    Campagna russa. Fonte: Vladimir Vyatkin/RIA Novosti

    Le difficoltà

    Secondo gli esperti intervistati da Rbth, data la crescente domanda, l’attività agrituristica non corre il rischio di andare incontro a dei fallimenti. Se la fattoria si trova a 200 km di distanza da un importante centro urbano, anche una modesta promozione pubblicitaria può assicurarle a un numero sufficiente di clienti.

    “Per il nostro agriturismo non abbiamo cercato di puntare su qualche attrattiva speciale, ma di offrire la più ampia gamma possibile di servizi ai nostri ospiti: contatti con gli animali, servizi fotografici, intrattenimenti e così via. E ha cominciato ad avere successo”, racconta Zhanna Teterina, titolare di “Ecofarm Ryzhevo”, ubicata nei dintorni di Mosca. L’imprenditrice insegna inglese all’università, ma di recente ha acquistato una casa in campagna e ha deciso di tentare la strada dell’albergatrice. A suo avviso, mediamente il costo di una piccola fattoria si riesce ad ammortizzare nell’arco di due anni. 

    Il principale problema degli agricoltori russi, che siano produttori di carne o gestiscano un complesso agrituristico, è la scarsa accessibilità dei prestiti. “Dovunque s’incontrano degli svantaggi, ma qui in Russia, anche se esiste un interesse da parte dei clienti, molti imprenditori non hanno la possibilità di avviare la propria attività, a causa della mancanza di mezzi d’investimento - racconta l’imprenditore inglese John Kopisky, fondatore e titolare della fattoria “Rozhdestvo” nella regione di Vladimir -. Siamo riusciti a organizzare il nostro complesso turistico dopo aver trasformato il villaggio vicino a Vladimir, in cui abbiamo deciso di vivere gli ultimi anni della nostra vita, in un luogo dove la gente vuole vivere e lavorare”.

    Ti potrebbero interessare anche:

    L’agricoltura bio è di tendenza

    L'asso vincente del turismo rurale

    Vacanze benessere a Krasnodar

  • Così qualsiasi artista può fare fortuna con Telegram

    Sticker di Telegram. Fonte: Konstantin Brilevsky; Katya Zubkova

    Telegram, l’app di messaggistica russa che sta facendo concorrenza a WhatsApp, si sta rivelando un vero e proprio trampolino di lancio per i giovani artisti. Al suo interno esiste infatti una comunità aperta di giovani creativi che permette a qualsiasi utente di creare i propri sticker, ovvero adesivi virtuali che in molti casi superano il concetto di semplici immagini, trasformandosi in geniali forme d’arte. “In questo modo si ha la possibilità di far conoscere la propria arte a un pubblico vastissimo, senza dover fare alcun investimento economico”, spiega Katya Zubkova, che da 15 anni si occupa di progettazione grafica e, insieme a molti suoi colleghi, ha fatto fortuna su Telegram. Il sistema offre infatti un prezzo iniziale di 80 dollari per uno sticker e gli artisti possono ricevere altre ricompense in denaro a seconda della popolarià del prodotto. Si calcola che solo tra la primavera e l’estate del 2016 più di 50 artisti abbiano guadagnato in totale 450.000 dollari.

    Un’operazione che, secondo gli addetti ai lavori, non risulta particolarmente difficile visto che l’app è dotata di un apposito bot (un particolare sistema di risposta automatica che dà la possibilità agli utenti di reperire informazioni o contenuti) che semplifica la procedura.

    Le storie di chi ha guadagnato attraverso gli sticker di Telegram sono molte. Fra queste, c’è quella di Konstantin Brilevskij che per anni ha lavorato come grafico freelance e web designer, dedicandosi poi a progetti di illustrazione. Per sviluppare la propria creatività Brilevskij ha lanciato un gruppo sul social network VKontakte dove metteva le sue opere incentrate su un personaggio molto pigro, un vero bradipo, a cui aveva dato il nome di “Svobodnyj ot zabot” (Senza preoccupazioni).

    Quando il numero dei visitatori è iniziato ad aumentare gli è stato chiesto di creare adesivi per Telegram. Lo ha fatto e di colpo “c’è stata una reazione incredibile”.

    “Avevo circa 16.000 follower su Vkontakte, dove più di 200.000 persone scaricavano i miei sticker per Telegram. Dato che le persone li usano per comunicare diventano virali in un attimo”, spiega Brilevskij.

    Il successo di Katya Zubkova e del simpatico micio da lei inventato invece è arrivato ancora prima di Telegram. Ora la giovane, che ha già all’attivo due mostre al Loft Project “Piani” di San Pietroburgo, racconta che “gli adesivi sono diventati una specie di campagna pubblicitaria per ‘Il mio gatto immaginario’ e la cosa mi rende felice”. Oggi i personaggi di Katya si possono trovare anche su cartoline e calamite in vendita nelle librerie e nei negozi di souvenir di San Pietroburgo. Gli adesivi di Telegram “hanno un forte impatto sulle vendite”, racconta Zubkova.

    Sticker di Telegram. Fonte: Konstantin Brilevsky; Katya Zubkova

    Traendo ispirazione da meme, libri, film e opere d’arte in appena un anno Konstantin Brilevskij è diventato l’autore di molte collezioni di sticker per Telegram. L’ultimo arrivato, Lazy Panda, riprende il tema della pigrizia del suo “Senza preoccupazioni” ma in versione inglese ed è stato scaricato da un milione e mezzo di persone, come ha scritto Brilevskij sulla sua pagina di Vkontakte.

    “A volte ricevo un ordine per un nuovo set di adesivi e così introduco un nuovo personaggio che di solito è legato a un tema specifico”, spiega Brilevskij che nel prossimo futuro ha in mente un progetto con un delfino intelligente.

    Il metodo di Zubkova è leggermente diverso. L’obiettivo principale dei suoi adesivi gatteschi è “descrivere lo stato d’animo, le idee e l’atmosfera di San Pietroburgo e dei suoi abitanti”.

    Il sesso al tempo delle app: le novità per il dating online

    “Anche se disegnarli è abbastanza semplice, può essere più complesso trovare le parole giuste che non ingabbino la città nei soliti stereotipi. Ci possono volere settimane intere per creare degli adesivi che rendano l’atmosfera di Pietroburgo”, aggiunge.

    Al momento sta lavorando a un set di adesivi dal nome provvisorio “L’arte di lamentarsi”, che richiama il famoso “L’arte della vita”, ma in puro spirito pietroburghese.

    Sia Zubkova che Brilevskij credono che Telegram rappresenti un possibile trampolino di lancio per aspiranti illustratori e designer, anche se “ci sono milioni di adesivi su Telegram”, avverte Brilevskij, aggiungendo che soltanto “i più belli vengono notati”, e questo succede – secondo Zubkova – “se hai in mano un personaggio originale, che si distingue dagli altri”.

    Nonostante il successo raggiunto grazie al progetto “Il mio gatto immaginario” Zubkova ritiene che gli adesivi abbiano contribuito a “rendere popolari i gatti fuori dalle chat”.

    Zubkova ha anche collaborato a un progetto dedicato al Giorno dell’infanzia con il gruppo di Mail.ru, una delle maggiori aziende russe su Internet. Oltre al merchandising i suoi gatti compaiono anche in molte pubblicità della catena di bar “Ukrop” di San Pietroburgo.

    Brilevskij invece tiene conferenze ai Digital festival di San Pietroburgo e di Mosca, vende i propri prodotti e collabora con un birrificio artigianale di San Pietroburgo. Continua a lavorare al suo progetto perché sente che “c’è ancora margine di sviluppo”.

    Telegram è un’applicazione di messaggistica istantanea lanciata nel 2013 da due fratelli imprenditori, Nikolaj e Pavel Durov, già fondatori del social network più utilizzato in Russia, Vkontakte, che nel febbraio del 2016  ha raggiunto i 100 milioni di user attivi al mese.

    Telegram è molto apprezzato per gli alti standard di sicurezza, per la possibilità che dà a qualsiasi sviluppatore di crearsi un cliente Telegram tutto per sé, perché non richiede spazio o memoria e infine perché i suoi canali sono utilizzati come piattaforme simili agli attuali blog.

  • Cambia la normativa, vini di importazione a rischio

    Il Ministero delle Finanze russo ha firmato l’11 maggio un decreto che abolisce le agevolazioni sulle accise ridotte per i vini d’importazione. È quanto riferisce il giornale economico Kommersant, commentando che l’80% dei vini d’importazione potrebbe sparire dagli scaffali dei negozi russi.

    Il Ministero delle Finanze intende mantenere le agevolazioni sulle accise ridotte solo per i vini russi, mentre attualmente vengono estese anche ai vini d’importazione a marchio Igp (indicazione geografica protetta) e Dop (indicazione di origine controllata).

    Ai fornitori di vini d’importazione potrebbe essere applicata un'accisa “aggiuntiva” per tutto il periodo in cui hanno usufruito della riduzione dell’aliquota. Gli effetti, in termini di costi, di tale decisone, si aggireranno, secondo le stime degli esperti, sui 20-24 milioni di euro. Altri 16 milioni di euro circa si aggiungeranno per l’aumento dell’aliquota. Queste misure potrebbero seriamente colpire le società importatrici di vino.   

    Le accise, o accise agevolate, sono state introdotte il 1° gennaio 2016. Ammontano all’incirca a 8 centesimi di euro al litro (secondo l’attuale corso del rublo) per i vini “protetti” e a 14 per quelli non protetti. Per gli spumanti protetti si attestano sui 21 centesimi di euro e per quelli non protetti sui 42. In Russia il marchio Zgu sta ad indicare che il vino è prodotto da uve coltivate in una regione specifica, per esempio, il Kuban. Mentre il marchio Znmp indica il luogo concreto di provenienza o anche il tipo di vitigno.

    Effetti esagerati

    “Il discorso riguarda quelle società, anche a partnership straniera, che hanno la licenza per importare i vini in Russia. Ma per la maggioranza si tratta comunque di imprese russe che forniscono vino d’importazione ai negozi e ai ristoranti con cucina europea”, rileva nell’intervista a Rbth Vadim Drobiz, direttore del Centro di studi sui mercati federali e regionali degli alcolici, Tsifrra.

    A suo avviso, una parte delle società, soprattutto se le accise verranno applicate su un anno e mezzo, uscirà dal mercato, ma a essere colpito sarà complessivamente solo il 10% degli attori del mercato. Secondo l’opinione di Drobiz, i produttori stranieri, già attivi sul mercato russo, continueranno a essere presenti.

    A detta di altri esperti, invece il numero di importatori che risulterebbe colpito sarebbe anche superiore. “Se le accise non applicate verranno suddivise tra 20-30 importatori principali, l’ammontare della quota per ognuno diventerà ragguardevole”, sostiene Leonid Popovich, presidente dell’Associazione russa viticoltori e produttori vinicoli. Secondo le sue stime, le perdite per le società potrebbero andare da 600mila a 1 milione e mezzo di euro, il che provocherebbe una bancarotta e una redistribuzione nel mercato.

    Tuttavia, il dibattito sui conteggi e sulle applicazioni delle accise è tuttora aperto. A breve, secondo Vadim Drobiz, dovrebbe tenersi un incontro degli importatori di vino con il Servizio federale della dogana, in cui si discuterà del ricarico delle accise. Gli esperti prevedono che l’esito di questi colloqui sarà di “cinquanta a cinquanta”.

    Enoturismo a Krasnodar e in Crimea

    Le ragioni del provvedimento

    Secondo Leonid Popovich, le accise sarebbero state inizialmente introdotte per promuovere i produttori di vini a marchio Zgu e Znmp. Tuttavia, per un anno e mezzo a usufruirne sono stati anche gli importatori. “Si è registrata un’impennata nell’import di vini e nei primi sei mesi di quest’anno le importazioni sono aumentate del 15-20 per cento”, spiega l’esperto.

    Vadim Drobiz, a sua volta, ricorda che alla fine del 2014 il corso della divisa nazionale russa su dollaro ed euro si era dimezzato. L’esito nel 2015 era stato che la quota delle importazioni si era ridotta del 40%. “Ma durante ogni crisi economica il settore dei consumi registra una curva d’oscillazione di un anno e mezzo o due. Ed è accaduto anche in questo caso. Le donne russe, le maggiori consumatrici di vini d’importazione, sono state di nuovo attratte dall’idea romantica ed esotica di questo tipo di consumi”, afferma Vadim Drobiz. Dalla seconda metà del 2016 la domanda ha iniziato a crescere parallelamente all’import. “Il Ministero delle Finanze russo ha deciso di approfittarne, aumentando le tasse” sintetizza l’esperto.

    Quanto alle conseguenze per iconsumatori, gli esperti sono concordi nell’affermare che il prezzo di una bottiglia di vino acquistata nei negozi subirà un rincaro di 30-40 centesimi di euro. E chi può permettersi di comprare una bottiglia da 7-10 euro - dall’aumento delle accise viene colpita la produzione proprio di questa fascia di prezzo -  è difficile che rinunci all’acquisto per un aumento dell’ordine di poche decine di centesimi.

    Quali vini si bevono in Russia?

  • Economia: i rischi per la Russia secondo Putin

    Il Presidente russo ha approvato una nuova strategia di sicurezza economica per il Paese fino al 2030. Il decreto è stato pubblicato il 15 maggio scorso.

    I contenuti della strategia

    Nel documento vengono elencati i principali rischi per la Russia: misure discriminatorie che colpiscono settori chiave dell’economia, restrizioni all’accesso alle risorse finanziarie straniere e tecnologiche, escalation del potenziale conflittuale nelle aree di interesse economico del Paese anche limitrofe ai suoi confini, incremento delle fluttuazioni della congiuntura dei mercati commerciali e finanziari mondiali.

    Inoltre, il documento prevede un miglioramento delle misure di risposta alle sanzioni.

    L’export di petrolio e gas che è stato alla base dell’economia russa negli ultimi 15 anni non è più l’unica voce determinante, come di fatto riconosce il testo del decreto. La caduta del prezzo del petrolio si riflette anche in altri paragrafi firmati da Putin: tra i rischi eventuali vengono indicati la trasformazione nella struttura della domanda mondiale di risorse energetiche e l’esaurimento delle riserve di combustibili e materie prime.

    Gli autori della strategia ravvisano in particolare nel miglioramento del clima investitivo, nelle misure per deoffshorizzare l’economia nazionale e nell’aumento dell’attrattività imprenditoriale della Russia i principali obiettivi dell’evoluzione del sistema della pubblica amministrazione.

    Il Presidente ha incaricato il governo di elaborare in tre mesi le misure necessarie per attuare la strategia. Inoltre il gabinetto dei ministri dovrà valutare lo stato di sicurezza economica, garantire il monitoraggio della situazione e riferire annualmente al capo dello Stato sulle misure finalizzate a rafforzarla. Secondo quanto riporta Ria Novosti, la strategia verrà corretta ogni sei anni. 

    Le sanzioni non preoccupano i russi

    Perché c’è bisogno di una strategia di sicurezza?

    Le politiche economiche tendono a focalizzarsi sulle questioni della crescita e dello sviluppo, ma per la prima volta dopo tanto tempo viene posto l’accento sulla sicurezza dell’economia russa. “L’ultima volta che era stata adottata una strategia di sicurezza risale al 1996, perciò risultava necessario affrontare le nuove sfide dell’economia russa”, spiega a Rbth Pavel Sigal, vice presidente di “Opora Rossii”, associazione che riunisce i piccoli e medi imprenditori.

    A suo avviso, sicurezza economica non significa necessariamente crescita economica, anche se i due temi sono strettamente collegati. “La strategia del Presidente fornisce semplicemente una linea generale di lavoro su cui indirizzarsi, ma spetta al governo approntare un piano chiaro volto ad affrontare questi rischi”, precisa Pavel Sigal. Ora tutto si baserà su misure concrete che dovranno essere elaborate dai dicasteri competenti e attuate nella pratica.

    L’emergere di una strategia di sicurezza economica dimostra che l’economia russa è attraversata dalle stesse paure che affliggono l’economia globale. “Oggi nell’economia e nella geopolitica mondiali si manifestano periodicamente delle crisi, dei 'cigni neri' simili alla Brexit, mentre sullo sfondo del progresso tecnologico nella sfera economica si rafforza inevitabilmente la globalizzazione”, dichiara Stanislav Novikov, consigliere delegato di Bcs Ultima a Rbth. Una globalizzazione, che da un lato, promette nuove potenzialità commerciali e investitive, ma dall’altro reca in sé nuovi rischi e minacce di carattere economico e tecnologico.  

    Ti potrebbero interessare anche:

    Così dalle sanzioni è nato negli Urali un caseificio italiano

    I concessionari d’auto russi investono nell’agricoltura

    Economia, la ricetta per la crescita

UA-51108167-1