scritte

Sistema Fiscale Russo


IL SISTEMA FISCALE

RUSSO

Redatto da dott. Mauro Emanuele Buongiovanni

 

Per il Consolato Onorario Russo di Bolzano

Sono sempre più numerosi gli imprenditori italiani che hanno l’esigenza oppure l’opportunità di rivolgersi al mercato russo, le cui potenzialità sono a tutti note (estremamente apprezzata è la stabilità economico politica, e l’ imperterrita crescita del livello dei bisogni dei consumatori consentita dalla progressiva disponibilità finanziaria di quest’ultimi) e quindi tale breve articolo è destinato a fornire un generale quadro introduttivo per un successivo approfondimento delle tematiche trattate.

Gli strumenti societari russi

Tra i possibili strumenti messi a disposizione dell’investitore straniero per lo svolgimento in loco della sua attività, vi è quello della costituzione di una società di diritto russo. In tal caso, nella valutazione dello strumento organizzativo più idoneo, non si potrà prescindere da un’attenta analisi delle peculiarità del sistema giuridico in cui ci si appresta ad operare, onde pervenire ad una scelta il più possibile aderente alle necessità operative, ed alla responsabilità in capo ai soci.

In tale ambito è possibile individuare società dotate di personalità giuridica e responsabilità illimitata come le Spa aperte (OAO), presenti anche in Italia, ma con capitale sociale minimo di ammontare non inferiore a 1000 volte il salario mensile minimo legale e compagine sociale illimitata, denotando un taglio privatistico; oppure possiamo ritrovare società di tipo Spa chiuse (ZAO), ma differenziate dall’ammontare minimo richiesto per il capitale sociale, non inferiore a 100 volte il salario minimo legale e compagine sociale di massimo 50 soci, relegandole ad avere così un taglio pubblicistico; oppure sono previste Srl, (le cosidette OOO) con gli stessi limiti di ammontare di capitale sociale e compagine sociale, richiesti per le Spa chiuse.

Disciplinate dal codice civile russo, sono inoltre le Società di persone di I° tipo, cioè quelle beneficiarie della limitata responsabilità per le obbligazioni contratte. Invero, previste dallo stesso ordinamento giuridico russo, sono le tipologie di società gravate invece della responsabilità illimitata per le obbligazioni societarie, quali le Società di persone di II° tipo.

Interessante è oltretutto l’ampia flessibilità che il sistema russo offre agli investitori esteri che non desiderano costituire una società, i quali potranno scegliere tra due opzioni dalla gradevole snellezza burocratica, individuabili sia nella creazione di un Ufficio di Rappresentanza Commerciale, luogo di attività promozionale e pubblicitario, di ricerca e di sviluppo, senza esercitare alcun profilo commerciale, sia nella “edificazione” di una Stabile Organizzazione, luogo abituale degli affari russi del soggetto estero, dotato o meno di personalità giuridica collegabile alla casa madre, ed esercitabile l’attività imprenditoriale.

Il sistema fiscale nella Federazione Russa

I profili fiscali hanno un ruolo preminente nella scelta di business delocalization, organicamente correlati alle agevolazioni di cui le imprese possono beneficiare, con particolare attenzione ai riflessi sulla posizione dei soggetti esteri che ne siano compartecipi.

Senza soffermarsi molto sull’aspetto riguardante la tassazione delle persone fisiche, ricordo che l‘Amministrazione fiscale russa prevede una disarticolazione del tributo in discrimine del possesso o meno della residenza fiscale, con un’aliquota del 13% per i soggetti residenti ed al 30% per i non residenti, tranne che per i dividenti societari tassati al 15%. Residenza fiscale che al pari del nostro art.2 del Tuir, si riconosce ai soggetti che hanno abituale e volontaria dimora nella Federazione Russa, per un periodo superiore a 183 giorni in un anno. Ulteriore punto a favore della fiscalità russa, risulta essere la inesistenza di un tanto inadeguato tributo, quale la tassa di successione.

Soffermandoci invece ad analizzare la tassazione delle entità giuridiche, si può verificare che esiste una flat tax al 20% (caratteristica ormai comune dei paesi dell’ex Urss , assieme agli stati baltici) – assimilabile alla nostra IRES- che a sua volta viene suddivisa in tributo di competenza regionale e federale. Lungimirante, ed assai apprezzata dai nostri contribuenti, è la mancanza di una sorta di IRAP, a riprova che tale tributo nel nostro paese è stato uno schizzo d’inchiostro fuoriuscito malamente dalla penna del legislatore, il quale sarebbe stato bene fosse rimasto nel tappo.

Le altre imposte presenti nel sistema fiscale russo, constano in un imposizione di tipo patrimoniale, in un tributo incidente il diritto di proprietà, ed una tassa sul trasporto, eguagliabile alla nostra tassa di circolazione. Altresì esistenti, ma tipicamente introdotte in una logica world wide welfare, sono le imposte basate sul presupposto ecologico e sulle risorse idriche. L’ordinaria imposta indiretta sui consumi, invece, si livella al 18%.

L’appesantimento burocratico di cui si faceva rapido riferimento, è subordinato all’architettura di norme e scadenze di cui il sistema fiscale è formato: differentemente dall’Italia, il periodo d’imposta russo è trimestrale, quindi conseguentemente i soggetti d’imposta devono redigere ogni 3 mesi la dichiarazione IVA, la dichiarazione IRES, il bilancio d’esercizio ed una serie di markers indicativi, mentre se avranno lavoratori subordinati o occasionali, dovranno redigere la dichiarazione ai fondi pensione e la dichiarazione ai fondi assicurativi, in quanto assoggettati all’onere di sostituti d’imposta. Classicamente, la base imponibile è formata dalla somma algebrica di elementi positivi e negativi, aumentata dalle riprese fiscali per indeducibilità dei costi. Le dichiarazioni fiscali così formate, sono redatte autonomamente e liquidate a mezzo bonifico bancario presso speciali conti correnti amministrativi, non oltre il 31 marzo (per le società) ed il 30 Aprile (per le persone fisiche); gli acconti verranno versati anticipatamente e trimestralmente.

L’allettante regime semplificato russo

Se si dovesse scegliere una sfaccettatura del sistema tributario russo, che agli occhi dei nostri imprenditori potrebbe riscuotere assoluto interesse, non appare difficile scelta la descrizione del regime fiscale semplificato, che tutto sommato ricalca il nostro regime dei minimi, e di cui sommariamente si tratteranno i profili.

Il sistema semplificato è regolato dagli articoli 346.11 e.s, il quale circoscrive il termine “semplificato” al valore dei proventi di gestione inferiore all’ammontare di 60mio di Rubli (circa 1,5 mio Euro) ed al numero di dipendenti inferiore a 100. Sostanzialmente, tale sistema prevede l’esclusione del regime IVA e la semplificazione negli adempimenti contabili e dichiarativi, e ci si adegua su base volontaria tramite richiesta all’ Amministrazione Finanziaria (A.F.) nell’ anno fiscale precedente alla scelta. I tratti salienti sono la scelta tra l’aliquota di tassazione del 6% se si opta per la tassazione dei soli ricavi, oppure del 15% se si opta per la tassazione dei ricavi meno i costi. Sorprendente per un cittadino italiano, appare inoltre il totale disinteressamento della base imponibile da parte dell’IRPEF , dell’imposta sulla proprietà e dell’ IVA, con l’esclusione per i beni importati all’interno del territorio della Federazione Russa ( abbr. FR), per il quale è previsto il presupposto territoriale d’imposta. Tale regime però non è adottabile da società operanti nel settore bancario, assicurativo, di gestione di patrimoni collettivi ed individuali, ed in tutte le fattispecie in cui la società si avvalga di una sua unità all’ estero. Volendo scongiurare un uso spregiudicato di tale forma di beneficio, l’A.F. esclude l’utilizzo del regime dei minimi quando la società è partecipata da un’entità economica estera non registrata nella FR, oppure se partecipata oltre il 25% da società russa. Le principali deduzioni attuabili non differiscono da quelle riconosciute nel nostro paese.

Differentemente da quanto attuato in Italia, il sistema tributario russo è informato al principio di cassa, il quale consente di tassare i ricavi solamente se effettivamente incassati e dedurre i costi se effettivamente sostenuti con riprova di questo, mediante atto di accettazione dei servizi prestati. Unico aspetto che non consente l’asseverazione della perfezione a tale regime, è la tassazione minima dell’1% sull’ammontare dei ricavi, nel caso in cui il soggetto giuridico riporti un’ imponibile negativo.

Per questo regime, non ne è consigliata l’adozione quando il proprio business comporta sostenuta importazione di merci, la quale comporterebbe alti costi doganali non detraibili; non a caso le entità estere che utilizzano il semplificato, si inquadrano nei settori dei servizi e della trasformazione di materie prime da esportare verso collegate o controllate nei paesi di origine.

Quest’anno il PIL Russo crescerà ad un tasso del 3,6% , contro una media dell’area Euro intorno allo 0 %, e questo sicuramente è il riflesso di uno dei sistemi fiscali meglio congeniati sulla scia di un’intelligente ed oculata politica di richiamo degli investimenti esteri.



Qui potete scaricarlo.

http://de.scribd.com/doc/130201892/2013-03-07-Sistema-Fiscale-Russo


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